Cassano Magnago

5 per mille, un piccolo gesto per un grande risultato

Ma di cosa si tratta in pratica?

Si sostanzia nella possibilità per tutti i contribuenti di decidere di devolvere il 5 per mille dell'IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche) ad una fondazione, ente, ONLUS etc… compresi enti impegnati nella ricerca scientifica (ONLUS, Università, centri pubblici) indicando il codice fiscale del beneficiario nella dichiarazione dei redditi.

E come si fa?

Il contribuente può destinare la quota del 5 per mille della sua imposta sul reddito delle persone fisiche, apponendo la firma in uno dei quattro appositi riquadri che figurano sui modelli di dichiarazione (CUD; 730; UNICO persone fisiche). È consentita una sola scelta di destinazione. Nel modello delle dichiarazione infatti si trovano quattro riquadri, corrispondenti alle diverse categorie alle quali poter destinare il 5 per mille:
  • le organizzazioni non lucrative di utilità sociale, le associazioni di promozione sociale, le associazioni riconosciute che operano nei settori di cui l'articolo 10, c. 1, lett a), del D.Lgs n.460 del 1997;
  • le Associazioni al sostegno delle attività sociali che vengono svolte nel proprio comune di residenza;
  • gli Enti di ricerca sanitaria;
  • gli Enti di ricerca scientifica ed universitaria;
  • le associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal CONI a norma di legge.
È possibile scegliere un'associazione/ente alla quale destinare direttamente il 5 per mille, indicandone il codice fiscale. L'associazione/ente deve essere però incluso in un apposito elenco di possibili beneficiari (che hanno fatto domanda) stilato dal ministero.

A chi andrà il 5 per mille?

L'Agenzia delle Entrate, insieme ai Ministeri competenti, redige ogni anno sulla base delle richieste pervenute, una lista dei possibili beneficiari. Se nel riquadro viene indicato il codice fiscale del beneficiario (fra quelli presenti nella lista) il 5 per mille andrà direttamente al beneficiario indicato. Se non viene indicato un beneficiario in particolare, ma comunque si appone la firma su uno dei quattro riquadri, il 5 per mille viene ripartito fra tutti i beneficiari presenti nella lista.

Ma costa qualcosa?

Devolvere il 5 per mille non costa nulla. Semplicemente, il 5 per mille dell'IRPEF che si deve pagare viene devoluto all'associazione/ente segnalato, invece di andare allo Stato.

Il cinque per mille serve a finanziare la ricerca scientifica?

Non necessariamente. La norma dà la possibilità di devolvere il 5 per mille ad enti ed associazioni non profit, impegnati in diverse attività di pubblica utilità. È possibile che nella lista vi rientrino anche la bocciofila o il circolo musicale del vostro paese, tanto per fare un esempio. Per chi vuole destinare il contributo in ricerca, una lista separata elenca i beneficiari del 5 per mille che si occupano in modo specifico di ricerca.

L'AVIS ne ha diritto?

Certamente. Apponendo la firma nella casella "Sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale e di altre fondazioni e associazioni riconosciute" ed indicando il codice fiscale dell'Associazione: 91010670122 nello spazio previsto nella casella stessa.

Il modulo può essere spedito, gratuitamente, dagli uffici postali e dalle banche, inserendolo in una busta chiusa con l'indicazione all'esterno: "SCELTA PER LA DESTINAZIONE DEL 5 PER MILLE DELL'IRPEF" (o consegnandolo insieme alla propria dichiarazione dei redditi al proprio C.A.F., Commercialista, Patronato)"). Tutto quanto ci sarà eventualmente destinato sar&ageve; utilizzato esclusivamente, attraverso l'attività di propaganda, per incrementare il numero dei donatori e delle donazioni.

Per qualsiasi ulteriore informazione potete rivolgervi in sede, o direttamente al mio indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

Grato a chi ci vorrà aiutare offrendoci in donazione il proprio 5 per mille, cordialmente Vi saluto.

Il Tesoriere Dr. Fabio Ciovati